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I giardini del popolo italiano, dove la fratellanza diviene musica. di Antonio Tarallo

IMG 20190602 192406 160L'Italia che si è assaporata ieri è un Italia differente da quella che comunemente siamo abituati a vedere raccontata sui giornali e sui social.  Non una grande agorà, dove ognuno vuole avere ragione. Ieri si è vissuto un unico respiro che aveva sapore dolcissimo: quello della fratellanza. Ieri, in occasione della festa della Repubblica, i giardini del Palazzo del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica, erano aperti alla “grande famiglia” – definiamola pure così – che è il popolo italiano.

Nell'entrare il colpo d'occhio, a livello artistico, è grande, imponente e suscita stupore. E’ stata un Italia differente quella di ieri. Un'Italia che non vede divisioni, steccati e barriere. La musica delle diverse bande militari che si sono alternate nel pomeriggio, hanno creato un’atmosfera di altri tempi, e il vedere la partecipazione serena, sorridente, di molti italiani ha dato un po’ di calore a una umanità quasi persa.                           
Dà speranza, questo evento ormai consolidato dalla presidenza Ciampi, a un Italia troppe volte martoriata e che siamo abituati a vedere sempre divisa in piccole controversie che invece, forse, potrebbero essere superate dal buon senso, unico strumento di costruzione civile.

So bene che tutte queste parole possono sembrare agli occhi di molti, un cumulo di banalità, perché – diciamoci pure la verità – quando si parla di nazione, quando si parla di patria, quando si parla di valori così semplici, siamo ormai abituati a cadere nell’idea che tutto ciò è banale. E, in un mondo dove il semplice, il genuino è messo di un angolo, non nascondo che è difficile andare controcorrente. Eppure, la manifestazione di ieri, è stata in pieno spirito di “inclusione”, di fratellanza, di pace, e direi gioia. Infatti, sono stati molteplici gli episodi che potevano destare a uno sguardo un po' più attento, considerazioni e riflessioni varie. E il bello che tutto ciò non poteva che nascere dal sentimento, parola arcana ormai del Tempo di Oggi.

Finale dei Giochi Matematici-Università Bocconi di Milano

IMG 3919 21 05 19 12 13 con il sole sul visoLo scorso 11 maggio, presso l’Università Bocconi di Milano, si sono svolte le finali dei Campionati di Giochi Matematici; bambini e ragazzi, divisi in categorie e provenienti da tutta Italia, si sono incontrati per sfidarsi tra loro a suon di numeri.

Lo slogan del Centro PRISTEM dell’Università che organizza tali giochi è “Logica, intuizione e fantasia”. Questo come conferma che, per affrontare queste gare matematiche, non è necessaria la conoscenza di teoremi o formule particolarmente impegnative, ciò che occorre è la voglia di giocare, un po’ di  fantasia, curiosità e quella spiccata intuizione che ti porta a  risolvere intriganti problemi.

Per la città di Reggio Calabria si è distinto il Convitto Nazionale “Tommaso Campanella” che , con grande orgoglio, ha visto due suoi alunni accedere alle finali. Gloria Vazzana classe 2^B della scuola secondaria di primo grado per i Campionati Internazionali categoria C1 ed il piccolo Mikhael Mafrici classe 5^C della scuola primaria per i Campionati Junior, sono stati accompagnati dalla referente d’Istituto per i giochi matematici, la professoressa Caterina Maria Ielo. Orgogliosa del livello di eccellenza raggiunto dall’Istituto, ha seguito con amore e professionalità tutti i ragazzi partecipanti durante l’intero iter ed accompagnato i due finalisti giorno 11 maggio u.s. presso l’Università Bocconi.

Le difficoltà dei giochi sono previste in funzione delle diverse categorie,in questo caso, questi due giovanissimi, si sono sfidati nella C1 (per gli studenti di prima e seconda della scuola secondaria di primo grado) e nella categoria Junior (riservata alle classi quarte e quinte della scuola primaria ed organizzata  con la collaborazione dell’associazione madeinitaly).

All Together Now una trasmissione con il sole sul viso!

40a8eacf 4b5c 425b 838b 7aacf3777ee7Game show musicale tra talento, belle emozioni e divertimento... in arrivo su Canale 5

Nell’amato e discusso panorama televisivo italiano, trasformato nel tempo dai nuovi linguaggi veicolati dal mondo dei social e del web, con spesso la scusa “la televisione è lo specchio della società” (mi rifiuto di condividere  questo pensiero, il pubblico è molto più intelligente di quanto si creda) arriva un “colpo di scena “ che si preannuncia (stando a quello che si dice tra gli addetti ai lavori) come un piccolo miracolo e vi spiego perché:
Uno sforzo produttivo notevole per Endemol Shine Italy e Mediaset, un tentativo coraggioso di sperimentare un nuovo format (riadattato per l’Italia) con l’idea però di un bel futuro e Canale 5, conferma con questa scelta la volontà editoriale di puntare su qualità e innovazione ed All Together Now Italia è una bella sfida positiva. Nel palinsesto si arriva in un periodo  non certo blindato come quello della primavera/estate, con una  controprogrammazione su Rai uno di tutto rispetto (le repliche di Montalbano) ma con la certezza e la responsabilità di una macchina organizzativa con numeri importanti, tra cast artistico e tecnico, pool autorale, Vocal coach, 50 concorrenti, redazione, reparti trucco, parrucco, costumi, comunicazione stampa, super ospiti (...)

Conosciamo bene per chi vive del proprio lavoro artistico o comunque opera nel mondo delle arti dello spettacolo, quanto sia sempre in salita la strada per trovare degli spazi dignitosi dove esprimere vocazione e formazione e sopratutto lavorare con continuità, affermando il proprio status di artisti-lavoratori autonomi e liberi professionisti (mai totalmente riconosciuti) e nei  fatti, produzioni come questa vanno  lodate con riconoscenza, perché offrono l’occasione di poter lavorare in un “Prodotto Sano”.

La garanzia di grande professionalità e leggerezza la sigla con il suo bellissimo sorriso Michelle Hunziker, padrona di casa che fa della sua spontaneità il suo punto di forza! Con J-ax crea l’assist giusto per ogni situazione,  come si nota già dagli spot che sono un Ping pong di bella energia tra i due che sono diventati grandi amici, tanto da tirar fuori una nuova  Mich in stlile zio J-Ax, una ” MichKere” con un “attitude” da Trap Queen! il singolo  già in “tendenze” è un  vero divertisment con tanta ironia fuori da ogni ipocrisia!

“HOME SWEET HOME”: Una mostra collettiva a Milano che ricorda l’Angulus del poeta Orazio

Nell’Antico Oratorio della passione di S. Ambrogio di Milano fino al 12 maggio, una mostra intitolata “Mezzo minuto di raccoglimento”, raduna le esperienze creative di un gruppo di artiste che in comune hanno un modo particolare di confrontarsi e di esprimere con coraggio il loro estro in materiali, tecniche e forme eterogenee.

Questa esposizione curata dal prof. Cosimo Mero, direttore artistico dell’oratorio e giunta alla decima edizione, quest’anno chiama in causa la necessità di un “Angulus” che già Orazio poeta sentiva oltremodo necessario allorquando le strutture temporali e spaziali mutavano inesorabilmente a causa di forti cambiamenti epocali. Alla fluidità del tutto risponde la necessità dello spazio che ci salva dal trauma del mutamento e dell’ignoto. L’Angulus e l’amicizia sdrammatizzano ogni pensiero di chi va per il mondo  ma non dimentica la sua casa, la sua terra, il suo spazio ideale dove può riconoscersi e ricrearsi. L’angolo non è una barriera, né un confine ma un punto fermo e stabile, la locuzione latina in quest’occasione sta a designare quei luoghi interiori, nei quali, lontano dal caos, si ritrova la serenità e la rigenerazione dello spirito.    

Tra queste artiste sta avendo successo Marilù S. Manzini che ha in esposizione due opere dal titolo Sweet Home, ispirata dal libro “Il Grande Fratello” di George Orwell, dai film “The Truman Show” di Peter Weir e da “Reality” di Matteo Garrone.

Marilù, di Modena, è pittrice, scultrice, fotografa, regista e scrittrice con il suo quinto romanzo, questo psicologico, “La Cura della Vergogna” edizione Bietti attualmente in libreria. In passato ha partecipato sempre a Milano come pittrice a mostre alla Fondazione D’Ars e con una personale a Palazzo delle Stelline, mentre nel 2019 ha esposto al Mia Photo Fair attirando l’attenzione giornalistica su un paio di foto tra cui “Breathe”. In questa mostra con queste due opere si sofferma sull’idea della prigionia della propria casa, richiamando, con l’ironico titolo “Home sweet home”, un luogo di serenità ma anche di contraddizioni.

Rossini e Verdi, contemplatori del silenzio di Maria. Il cuore della Madonna, sotto la Croce. Quando i “battiti” divengono “battiture” d’orchestra.

MaterDolorosa Tiziano2Esiste un silenzio che è assenza di suono. Ed esiste un silenzio che invece parla, e parlando, racconta. E’ il silenzio di Maria. La donna che ha portato in grembo Cristo, e che l’ha accompagnato fino alla Croce. La figura della Madonna, lo sappiamo, è legata sempre a un’aurea di mistero, seppur sia ben presente in tutti noi, la sua figura materna, di donna “semplice”, di ogni giorno. I giorni di questo mese – maggio – sono densi della sua presenza, umile e grandiosa: è l’ossimoro del suo mistero.

E, nella contemplazione di questo, sono entrati diversi compositori, artisti, e poeti. Sappiamo bene che come iniziatore di questo corollario, troviamo Jacopone da Todi, con la sua mirabile composizione poetica dello “Stabat Mater”. Poi sono venuti i musicisti, con le loro note, con le loro “pause” su pentagramma, trasformando i battiti del cuore di Maria, in “battute musicali”. Il percorso storico-musicale è variopinto, ad iniziare dal Medioevo, con Giovanni Pierluigi da Palestrina, per poi passare al Barocco (Scarlatti, Vivaldi, Pergolesi), fino a giungere al secolo passato, il ‘900, con Perosi, e Poulenc. Nel mezzo, carico di intensità, si erge il Romanticismo, donandoci due importanti versioni, composte da due monumenti dell’Opera italiana: Rossini e Verdi.

Personalità diverse, itinerari differenti, quelli che hanno condotto i due illustri musicisti, verso il Sacro, o se vogliamo – più poeticamente – a volgere lo sguardo verso il Cielo. Un Cielo stellato, contemplato dal rossiniano Mosè nel “Moise et pharaon”, quando sommessamente prega “Dal tuo stellato soglio, / Signor, ti volgi a noi! / Pietà dei figli tuoi!”.