Mjriam Bon – I Muri del Silenzio diventano un libro fotografico

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Con Giusy Versace si sono unite tante personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, dello sport e tante altre.
Nella lotta contro la violenza sulle donne, molti sono ancora i muri da abbattere, primo fra tutti quello dell’omertà e del silenzio.

Il muro di chi non vede o di chi fa finta di non vedere, il muro di chi non parla perché ha timore o perché si vergogna. Quell’omertà che opprime chi subisce violenza, chi ne è testimone, o chi ha taciuto trincerandosi dietro la paura, non riuscendo ad abbattere quei muri che oltre a non far parlare, non fanno sentire, né vedere.

Molti i volti noti a sostegno dell’iniziativa tra questi: Lorella Cuccarini, Maria Grazia Cucinotta, Alberto Matano, Antonio Rossi, Alma Manera, Daniele Stefani, Edoardo Sylos Labini, Sergio Muniz, Valentina Melis, Sergio Friscia, Gianluca Impastato, Ludovica Bizzaglia e tanti altri…

Un libro di 100 pagine, che raccoglie scatti già condivisi durante la mostra tenutasi alla camera nel novembre 2019, assieme a scatti nuovi.

Nel libro anche il volto di Parvinder Aoulakh, detta Pinky, una donna straordinaria che ha rischiato di morire quando il marito le ha dato fuoco nel 2015 davanti agli occhi dei suoi due figli.

Una donna che ha trovato il coraggio di denunciare, di tornare a vivere.

 

Incontriamo il pensiero dell’autrice del libro fotografico Mjriam Bon.

Mjriam e “i Muri del silenzio” come nasce questa iniziativa?

Nasce per contrastare l’omertà che porta chi subisce violenza a tacere, per paura dei carnefici ma anche per il timore di essere giudicati, fraintesi, non creduti.
Ma anche per sensibilizzare chi spesso si volta dall’altra parte facendo finta di non vedere. L’omertà è la prima infima complice della violenza.

La fotografia per comunicare, oggi quanto può ancora esprimere l’arte della fotografia?

Credo fermamente nell’incredibile forza della fotografia sia come denuncia che come strumento per sensibilizzare le persone verso tematiche importanti.
In una società che vive di social, dove l’immagine è tutto, credo possa far bene nutrirsi anche di immagini che riescano a far bene al cuore e che facciano riflettere.

Comunicare attraverso le immagini e cogliere emozioni e stati d’animo… Cosa ricordi di più dei volti coinvolti e qualche aneddoto?

Ricordo ogni persona e di tutte il momento in cui scattavo le tre espressioni. Nei loro volti l’intensità quando accennavo che sarebbero potute diventare un messaggio sociale contro la violenza.Mi ha colpito molto Valeria Graci perché scattando, mi ha raccontato la sua storia personale senza filtri ed io, che non la conoscevo e non me l’aspettavo, sono rimasta senza parole.
Pinky vittima di un atroce violenza da parte del marito che le ha dato fuoco davanti ai figli, la botta definitiva allo stomaco,quella che mi ha fatto capire davvero, nel profondo, il perché di quello che io e Giusy stiamo facendo.

I Muri del silenzio un’idea,un progetto, una mostra un libro… Cos’altro nel prossimo futuro?

Mi piacerebbe dare continuità a questo progetto attraverso altre mostre e collaborazioni.
Mi piacerebbe arrivare alle scuole per poter sensibilizzare i bimbi alla tematica. Credo sia importante insegnare il rispetto per il prossimo e quello che significa violenza, fin da piccoli, in questo modo si potrebbero evitare anche bullismo e altre forme di discriminazione fisica e verbale.

Dalla tua esperienza e da tutto quello che ancora oggi si sente su violenza e femminicidio, quanta strada ancora da percorrere si deve fare per cambiare?

L’unica strada da percorrere secondo me è quella della sicurezza, nel senso che nel momento in cui una donna arriva a denunciare, da li in poi non deve più avere paura. Ci devono essere le istituzioni, la polizia i carabinieri, i centri, tutto deve garantire la sicurezza della vittima e della famiglia della vittima.
Tutelare le donne che chiedono aiuto alle forze dell’ordine subito, non quando’è troppo tardi

Per richiedere copia del libro e sostenere il progetto, basta scrivere a info@imuridelsilenzio.it.

A cura della Redazione

 

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