IL CORONAVIRUS (Covid-19) e le priorità della nostra Vita

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I rapporti umani ai tempi delle epidemie sono stati sempre complicati, fortunatamente in questo secolo possiamo essere messi in “quarantena” continuando a rimanere in contatto con tutto il mondo, con amici, familiari e, se bene organizzati, utilizzare il telelavoro per continuare la nostra attività.

Certo, in meno di 48 ore, pur cercando di non farci prendere dal panico, la nostra vita è stata stravolta dalla paura del contagio e la nostra libertà imprigionata da necessarie regole che non mi sento di criticare. Ormai anche i medici di base inviano ai pazienti comunicazioni in cui chiedono di non recarsi presso il proprio studio, ma di chiamare in caso di necessità. Gli ospedali invitano a non assalire i pronto soccorsi per paura che così aumenti il contagio e nelle farmacie le mascherine, spesso non idonee a proteggersi, sono esaurite.

Interi paesi del nord sono isolati “per decreto ministeriale” e sicuramente a breve scopriremo che le persone contagiate si trovano in tutta Italia. Non voglio entrare nel merito degli accorgimenti da adottare per prevenire il contagio, ormai tutti ne siamo informati, più dai media che dalle ASL territoriali.

E mentre l’isolamento continua ad aumentare al pari dei contagiati, scopriamo una verità inconfutabile che spesso dimentichiamo: quanto la nostra vita sia importante, tanto da superare la necessità di qualunque rapporto umano. Siamo tutti, o quasi, disposti ad accettare di non frequentare luoghi di intrattenimento, a non prendere i mezzi del trasporto pubblico, a smettere di viaggiare, a non partecipare ai convegni ed iniziative pubbliche – perfino alla Camera ed al Senato i convegni sono stati sospesi – ma anche a frequentare meno i nostri amici. Ormai vediamo l’altro come un potenziale portatore sano del virus.

In attesa di un vaccino non credo che le nostre paure possano scomparire, anche perché mentre a livello centrale – dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità, passando dalla Protezione Civile – la “macchina” sembra funzionare e siamo all’avanguardia nella profilassi per il trattamento del virus, come all’ospedale Spallanzani, a mio modesto avviso, stiamo scoprendo che è stato un errore decentrare alle Regioni la sanità. Presto scopriremo che ad eccezione di alcune realtà territoriali, i nosocomi e i presidi territoriali come le ASL non sono capaci a gestire le pandemie, né tanto meno situazioni di carattere emergenziale che richiedono capacità organizzative incompatibili con la burocrazia spicciola che attanaglia la sanità locale di molte Regioni, nonostante la competenza degli operatori sanitari che ringrazio.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno consideriamo questo 2020 come un anno “sabatico”, ogni tanto fare il punto su quelli che sono i valori più importanti della nostra vita isolandoci un po’ da tutti non è male. Anche questo aiuta ad essere persone migliori.

di Federica De Pasquale

Nota al margine di Alma Manera
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La nostra mission nel suo aspetto di mediazione delle informazioni ha una linea che segue il buon senso:comunicare in modo responsabile e positivo;il clima degli ultimi giorni c’invita ad una riflessione più profonda sulla questione del virus COVID-19.

Uno stato che sembra impreparato e sottovalutato dalla politica internazionale risponde con spirito d’iniziativa dimostrando che nonostante tutto sono gli stessi italiani quindi gli uomini e non il sistema che restano la più grande risorsa per il nostro Paese,eccellenze in tutti i campi.

I nostri medici, ricercatori, infermieri e volontari hanno dimostrato oltre alla loro competenza e professionalità una grande umanità.

Su questa scia il pensiero della nostra Federica De Pasquale che invita alla prudenza, ma senza mai dimenticare il potere della speranza.

di Alma Manera

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