Il mondo delle arti visive perde Mario Carrara

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Le arti in generale vivono un momento di grande fragilità ed uno dei suoi massimi esponenti vola via in un periodo non facile per tutti. Giusto è ricordarlo. Con la scomparsa di Mario Carrara “romano de Roma” ma trapiantato al nord dove costruirà il suo “Impero” fatto di arte e altre belle amenità, se ne va via un pezzo dell’Italia simbolo dell’impresa culturale sensibile e coraggiosa.
Nell’arco di quarant’anni Carrara noto per la sua casa d’aste e gallerista,collezionista e molto di più; era riuscito con la sua tenacia a dare i punti a nomi prestigiosi quali Sotheby’s o Christie’s e tutto ciò nel minimalismo del suo agire.

Era partito negli anni 70 dall’Urbe in cerca di fortuna come molti della sua generazione e l’aveva trovata in quel di Vercelli dove aveva fondato la casa d’aste ” Meeting Art “.  E’ nella seconda metà degli anni 70 che subodora la potenza della televisione e ne coglie la valenza e il potere commerciale,mediatico e al volo trasforma la sua azienda da provinciale ad Internazionale.

Il suo valore lo dimostrerà anche nel valorizzare artisti alle prime armi ma che si riveleranno gli assi nella manica di molti galleristi : creativi come Angeli, Festa, Manera, Schifano, Lombardo, Tacchi e Manbor.

Un uomo intuitivo confortato dalla sua sensibilità e generosità.La ” Meeting Art “si era dunque evoluta e propagata tanto da autoclonarsi con una sede a Milano ed una a Roma nella mitica via Margutta (tanto che amava ripetere: “Aoh..so tornato a Roma”).

Insomma, Mario Carrara se ne andato; lo ha fatto in punta di piedi come faceva con le sue donazioni a chi era meno fortunato e con le sue battute ricche di spirito.Ci mancheranno Lui,la sua visione,la sua empatia.

di Alma Manera

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