Il muro delle bambole a Milano messo a fuoco di Antonio Tarallo

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L’estate, purtroppo, non è solo un momento di riposo e di divertimento. In molte città italiane si perpetuano atti vandalici su cui riflettere: comprendere dove stiamo andando è più che doveroso. Una “forza” misteriosa della noncuranza verso il prossimo, del non rispetto sembra – molte volte – aleggiare nelle città, tra cicale e lune di mezz’estate, ed entrare prepotentemente soprattutto nei giovani.

Notte tra il 18 e il 19 luglio. Milano. Il “Muro di Bambole” di via De Amicis prende fuoco. Un atto vandalico al cuore delle donne. Cominciano le indagini che si concludono con il seguente esito: sono due giovani, poco più che ventenni, uno di nazionalità italiana e l’altro egiziana.

Da quanto si apprende dal comunicato stampa del Comune di Milano, secondo i filmati ripresi dalle telecamere della zona e le testimonianze raccolte dagli agenti, i due stavano festeggiando il compleanno di un’amica insieme a una decina di altre persone, accendendo dei petardi proprio nei pressi dell’installazione artistica contro la violenza sulle donne di via De Amicis, quando sono stati rimproverati da un commerciante che, in cambio, ha subito dai due giovani il lancio di alcuni bicchieri e successivamente un pugno in faccia.

Questa è stato l’incipit dell’incendio. Tutto è partito da questo increscioso episodio.
L’accensione dei petardi ha causato accidentalmente l’incendio di una delle bambole appese al muro, spento quasi subito con delle bottigliette d’acqua dallo stesso commerciante aggredito e da altri della zona. Ma poi, vie è stato un nuovo diverbio con i ragazzi: a seguito di questo, la vittima è stata colpita nuovamente con un altro pugno.
Il Vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo e il Comandante della Polizia locale Marco Ciacci hanno così commentato: “Da subito le nostre indagini hanno permesso di ricostruire i fatti e successivamente di identificare i responsabili. Continuiamo a presidiare il territorio con gli Agenti e con la tecnologia, e non di meno proseguiamo nell’impegno di sensibilizzare giovani e meno giovani al rispetto delle persone e dei luoghi che sono bene comune”.

Nel frattempo, ieri la fondatrice Jo Squillo assieme ad una rappresentanza dell’associazione di Valentina Pitzalis, la donna che nel 2011 venne bruciata e sfigurata dal marito, e ad alcune associazioni milanesi tra cui i City Angels, hanno fatto visita al “Muro di Bambole”, per dimostrare che il loro impegno contro la violenza sarà ancora più forte. Un momento tangibile della loro vicinanza al delicato problema della violenza sulle donne.

Giusy Versace, Jo Squillo e Francesca Carrollo hanno commentato: “Siamo inorridite dal fatto che abbiano persino picchiato chi cercava di dissuaderli dal lanciare i petardi vicino alla nostra installazione. Tutta questa rabbia fa male, e dà fastidio il fatto che nessuno abbia chiesto scusa. Dobbiamo educare le persone al rispetto e per questo chiediamo ai colpevoli di aiutarci a ripristinare il muro di bambole. Ringraziamo l’Amministrazione Comunale e Polizia locale di Milano per il grande impegno nelle indagini e rivolgiamo la nostra stima e ammirazione al commerciante che ha cercato in tutti i modi di salvare Wall fo Dolls”.

di Antonio Tarallo

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