Le riflessioni di don Luigi Trapelli | Vivere

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VIVERE

Quando penso alla vita, ricordo le cose che ho vissuto.

Gli incontri che ho fatto, quello che ho costruito, le attività che ho svolto.

Ho capito molte cose.

Non serve pianificare troppo la vita.

Essa sfugge alle logiche solo razionali.

E’ un intersecarsi di passaggi, di realtà, di situazioni.

A volte troppo contorte, a volte più facili.

Non ha senso chiedere nulla alla vita.

La vita già ha in grembo molte cose per noi.

Vivere vuol dire conoscere tante persone, relazionarsi con molti individui.

Da queste relazioni nascono amicizie supende, meravigliose, che crescono con il passare degli anni.

Altre si spengono, come neve al sole, e si dissolvono pian piano.

Altre ancora sono rapporti di comodo, di lavoro, ma non scatta nulla e tutto sembra esaurirsi nel tempo in cui si è costretti a condividere un medesimo percorso.

Gli amici veri sono e saranno per sempre pochi.

Però si evolvono, mutano, se ne incontrano altri.

Anche questo è un percorso non ben definito.

Il lavoro che facciamo può essere più o meno bello, però è quello che abbiamo scelto o ci è stato imposto dagli eventi.

Beate quelle persone che passano il loro tempo nella continua relazione verso gli altri.

Sono convinto che il mestiere più bello sia insegnare.

Anche se oggi, come altri mestieri, è malpagato.

Gli affetti sono parte importante del nostro vivere.

Sono quelle relazioni senza le quali la vita ha poco sapore.

Anche per noi preti l’affettività è importante.

Solo rapportandoci con più persone, riusciamo a dare un senso alla nostra affettività.

Celibi perchè mangiati dalla gente.

E ciò che scrivo lo sperimento tutti i giorni.

L’affettività è ciò che fa esaltare e penare le persone.

E noi preti ne sentiamo tutti i giorni di “problemi di cuore”.

Trovare il grande amore è ciò che ogni persona vorrebbe.

Ma la realtà non sempre si lega a questo grande ideale.

Molti rapporti, anzi, terminano in modo brusco e con strascichi che lasciano profonde ferite.

Ma noi siamo fatti per amare.

Solo amando scopriamo chi siamo.

Nell’amore riponiamo tante nostre energie.

Nonostante tutte le fatiche e delusioni, siamo chiamati a credere che l’amore  esiste.

Al vertice di questo cammino, c’è Dio con il Suo infinito Amore.

Un Amore che ci sconvolge sempre.

Non saprei dare un senso alla vita, senza pensare a Dio.

Senza religione, la vita perde di valore.

E’ solo un rincorrere il vento.

Vivere è amare.

Vivere è donare.

Vivere è crescere.

Vivere è sentirsi sempre abbracciati da Dio, anche nei momenti tristi della vita.

Perchè, in fondo, vivere è essere.

Don Luigi

About Post Author

Luigi Trapelli

Don Luigi Trapelli è un Sacerdote diocesano,cappellano della polizia di stato di Verona, Parroco di San Benedetto in Peschiera del Garda. Si è sempre interessato al mondo giovanile ed ha scritto a tal proposito diverse pubblicazioni. La sua passione per il teatro sacro e le arti in generale l’ha spinto a fondare l’Associazione culturale GardArt.Vive e si muove tra il Veneto,la Lombardia e la capitale dove dal 2013 è riuscito a creare una sorta di cenacolo di oltre 100 artisti, dei quali segue il percorso artistico- spirituale. Collabora con diverse testate.
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