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Sono immerso nella mia lettura biblica tranquillo e sereno quando all’improvviso sento bussare alla mia porta. Apro e mi si presenta davanti una ragazza che già avevo incontrato . Ha lo sguardo triste, vuole parlare con me non sa ancora se sia una confessione o meno.

La faccio sedere la tranquillizzo un attimo poi le dico:” Allora cos’hai?”

La ragazza fatica a parlare a volte sembra balbettare e inizia così la sua storia.

Sa Padre, sono stata insieme con un ragazzo per alcuni anni, ora ci siamo lasciati, ma sono stata anche bene con lui. Io speravo di costruire in futuro un avvenire con questa persona poi all’improvviso ecco la notizia : sono incinta. Sono entrata in crisi l’ho detto subito al mio ragazzo, ma lui non ha esitato a dirmi che non se la sentiva di diventare padre e mi ha quasi obbligata ad abortire.  Sì Padre spinta da lui, dal suo amore, da quell’amore che ora non esiste più e si è volatilizzato come quel bimbo che ho portato nel mio grembo e che io ho soppresso. Mi sento in colpa per quello che ho fatto e credo come nessuno possa togliermi un dolore così grande neanche il buon Dio”.

A questo punto intervengo poiché ogni tanto a proposito o a sproposito si tira in ballo il buon Dio.

Vedi – le dico- quello che ti è successo è sicuramente un fatto molto grave e che ha sicuramente influito anche nel tuo cammino di crescita di questi ultimi anni, ma questo non significa che tu non possa ricostruirti la tua vita trovando la persona adatta a te e all’interno di un progetto pensare ad avere ancora un figlio poiché è l’esperienza più bella della coppia. Certo il tuo dolore è sicuramente forte, ma non pensare che Dio sia sempre cattivo con te , semplicemente hai fatto un errore un grosso errore, ti si è lasciata trascinare dall’uomo che amavi e che ti ha spinto a fare quel gesto che credo nessuna donna oserebbe mai fare.
Adesso però è importante ricominciare a vivere con uno stile diverso e credo che il tuo prossimo impegno di lavoro ti sarà sicuramente utile”.

Ero al corrente del suo lavoro anche se, mentre pronunciavo quelle parole, sentivo un magone salirmi. Una ragazza così giovane che già ha avuto una tragica esperienza e ripensavo a tutte quelle volte nelle quali per quello che noi definiamo amore abbiamo fatto delle cose strane assurde.

L’ho guardata negli occhi ci siamo rimasti lì a fissarci per alcuni istanti poi le ho ripetuto delle parole di consolazione e lei se n’è andata furtiva come era arrivata.

Ho fatto fatica poi a proseguire la lettura, pensavo a quella donna che si definisce peccatrice che ha sbagliato e subito ho pensato a tutti quegli atteggiamenti di misericordia che il Signore ha donato loro.

Avrei voluto anch’io dire a quella ragazza dal volto triste: “Va la tua fede ti ha salvato

DON LUIGI

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Luigi Trapelli

Don Luigi Trapelli è un Sacerdote diocesano,cappellano della polizia di stato di Verona, Parroco di San Benedetto in Peschiera del Garda. Si è sempre interessato al mondo giovanile ed ha scritto a tal proposito diverse pubblicazioni. La sua passione per il teatro sacro e le arti in generale l’ha spinto a fondare l’Associazione culturale GardArt.Vive e si muove tra il Veneto,la Lombardia e la capitale dove dal 2013 è riuscito a creare una sorta di cenacolo di oltre 100 artisti, dei quali segue il percorso artistico- spirituale. Collabora con diverse testate.
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