FATTORE BETA | The Performance

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Il cinema è svago, informazione e consapevolezza. Si può andare al cinema solo per passare due ore senza pensieri, si può assistere ad una proiezione per condividere uno stato d’animo e ci sono dei film in grado di farci vivere sensazioni diverse attraverso un unico racconto.

Questo è il caso del film diretto da Shira Piven, La Performance, tratto da un testo del grande drammaturgo Arthur Miller. Uno dei film più belli della Festa del Cinema che si è appena conclusa a Roma.

L’atmosfera è quella degli anni che precedono lo scoppio della seconda guerra mondiale, agli albori della scellerata idea di Adolf Hitler di selezionare la razza ariana, la storia tuttavia ruota attorno ad un talentuosissimo ballerino di tip tap, Harold May.

Per quasi tutto il film lo spettatore è letteralmente travolto da questa danza attraverso gli spettacoli che Harold tiene con la sua compagnia negli Stati Uniti e successivamente in una lunga tournée nelle capitali dell’Europa dell’Est dove il tip tap era poco conosciuto.

Sulle note del jazz dunque i protagonisti danzano a Budapest, a Praga e proprio durante uno spettacolo vengono notati da un notabile tedesco, interpretato dal Robert Carlyle di Full Monty, che li assolda per una Performance speciale a Berlino. L’evento dovrà causare l’interruzione della tournée solo per poco tempo e in cambio sarà molto ben retribuita.

L’offerta davvero non si può rifiutare e Harold, che non ha mai navigato economicamente in acque tranquille da quando ha scelto la carriera di artista, si convince che quella opportunità possa davvero cambiare la vita sua e dei suoi compagni i quali, sulle prime, oppongono una certa resistenza ma poi si convincono anche loro che non sarà una breve contrattempo sulla tabella di marcia a rovinare il viaggio in Europa.

Il cast dei cinque viene immediatamente rimpolpato da un gruppo numeroso di ballerini inesperti che sotto la guida di Harold imparano in breve tempo i segreti della tap dance dando vita ad uno show imponente e coinvolgente.

La performance dovrà essere strabiliante e il tycoon tedesco che li ha coinvolti non bada a spese per far sì che ciò accada. Harold May e i suoi vengono ospitati per tutto il tempo nell’hôtel più lussuoso della città, a May viene riservata addirittura la suite presidenziale. Nell’aria si percepisce tuttavia un’aria di tempesta. Il partito nazional socialista governa la Germania e il tedesco che li ha condotti a Berlino si rivela un alto ufficiale delle SS appassionato di musica e danza.

Tutto potrebbe sembrare di interesse marginale alla storia se da alcuni dettagli non si scoprisse che quello di Harold May non è che un nome d’arte.

La bravura di Jeremy Piven, uno straordinario protagonista, e la regia incalzante della sorella Shira, regalano alla platea quasi due ore di profonda emozione nella quale la cognizione del tempo si perde per sognare e partecipare insieme al cast ad una imperdibile avventura da cui uscire non propriamente illesi ma neppure sconfitti.

About Post Author

Roberta Beta

Roberta Beta è diventata personaggio pubblico nel 2000 grazie alla sua partecipazione alla prima edizione del padre di tutti i reality show IL GRANDE FRATELLO. È giornalista, speaker radiofonica e opinionista televisiva. Cos'è Fattore Beta? https://bit.ly/3LngFd4
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